Chi siamo?

Come nasce Thambos

L’associazione di promozione sociale Thambos nasce da un gruppo di amici conosciutisi tra gli scaffali della biblioteca comunale di Frascati.

Condividendo l’intento comune di mettere a frutto le nostre diverse abilità e conoscenze per valorizzare il territorio, ci siamo costituiti, prima come gruppo informale e poi come associazione.

Si può dire che sia stato proprio il lockdown della primavera 2020, quella staticità innaturale dovuta a circostanze impreviste e preoccupanti, a darci quella spinta a voler agire ed essere presenti veramente, attivando una rete di promozione culturale che permettesse di riscoprire e ritrovarsi.

In quella circostanza abbiamo iniziato a riunirci telematicamente per progettare e scambiarci idee, trovare il terreno comune e le potenzialità che ognuno di noi poteva mettere al servizio degli scopi comuni: chi si stava formando per lavorare con bambini e ragazzi, chi si preoccupava della promozione della lettura e della coscienza comunicativa, chi aveva a cuore la conoscenza e valorizzazione e divulgazione dei beni artistici e ambientali del territorio, chi non vedeva l’ora di cimentarsi in collaborazioni con le realtà enogastronomiche e commerciali.

Ognuno di noi ha messo in campo le proprie competenze e questo ci ha permesso di vincere il nostro primo bando come Gruppo Informale, il Progetto 31 dei Corpi Europei di Solidarietà, con il quale inaugureremo ufficialmente l’inizio delle attività.

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Perché proprio “Thambos”?

Dal greco antico θαμβος: “stupore” e “meraviglia” ma anche “paura” o “timore”. Thambos è il sentimento del nuovo e dell’ignoto, quella sensazione ipnotica che proviamo quando sperimentiamo nuove esperienze estetiche e creative.

Come il suo significato, anche il nostro simbolo è ambivalente: da un semplice occhio stupito e curioso, abbiamo voluto trasformarlo nell’occhio racchiuso in una piuma di pavone, simbolo che fin dall’antichità rimanda allo splendore, al sacro e al rinnovamento.

Eh sì, la storia del pavone è lunga!

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Esso è un animale originario dell’India, dove era ritenuto simbolo del sole proprio per via della sua pomposa ruota colorata, nonché cavalcatura degli dei.

In Cina incarnava la bellezza e la dignità, era in grado di scacciare le forze maligne e le sue penne erano distintivi onorifici dell’imperatore.

Attraverso Babilonia, la Persia e l’Asia Minore, arrivò fino a Samo, in Grecia, dove divenne l’uccello sacro del santuario di Era, regina degli dei Olimpo, o Giunone, per i romani.

Nel mondo Occidentale, i colori cangianti delle sue penne venivano imputati alla capacità di tramutare il veleno dei serpenti in sostanza solare e nell’iconografia alchemica, la coda del pavone (cauda pavonis) era il segno visibile della trasmutazione di alcuni elementi in sostanze superiori.

In Oriente il re pavone era considerato un messaggero divino e nel mondo islamico simboleggia il cosmo o i grandi corpi celesti del Sole e della Luna.

Anche per il Cristianesimo delle origini il pavone era carico di simbologie positive: la sua carne era considerata incorruttibile, la muta delle sue penne rappresentava il rinnovamento e la resurrezione e l’occhio era considerato un segno dell’onniscienza divina. Addirittura il suo sangue veniva considerato in grado di scacciare i demoni!

Solo più tardi, nel medioevo cristiano, inizierà ad affermarsi il significato simbolico oggi usuale di boria e vanità, ma noi preferiamo prendere in prestito le sue piume come invito alla meraviglia e alla ricerca, associandole alla nostra missione di scoperta dell’arte e della cultura che ci circonda.

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